Lo chiamano anche “il re dei due mari”, perché nelle giornate terse, dalla sua vetta, la più alta dell’Appennino, si riescono a vedere l’Adriatico e il Tirreno: il Gran Sasso è una montagna spettacolare da togliere il fiato per la sua maestosità e bellezza, che offre tante possibilità di praticare attività outdoor, ma anche di godersi la natura in tutta tranquillità. Lungo il tragitto in auto, incontreremo borghi meravigliosi, ma il regalo più grande ci attenderà alla fine: Campo Imperatore, un posto indimenticabile!
Infilate le scarpe da trekking e zaini in spalla, si parte!



La mappa

DURATA: 2-3 giorni
DISTANZA: 122 km
PERIODO MIGLIORE: da maggio a settembre
GIORNO 1
A – Prati di Tivo

Prati di Tivo è la località turistica più conosciuta del versante orientale del Gran Sasso e da qui la montagna più alta dell’Appennino si manifesta in tutta la sua imponenza, mostrando i profili del Corno Grande (2912 m) e del Corno Piccolo (2655 m), le sue cime più importanti. Mettete le scarpe da trekking e salite fino al Rifugio Carlo Franchetti a 2433 metri (circa 40 minuti di sentiero di media difficoltà). Se non ve la sentite di salire così in alto, parcheggiate comunque la macchina lungo il Sentiero per Arapietra e arrivate a piedi fino al Valico del Laghetto (42.5002, 13.5830) o al più fino alla Madonnina (42.487270, 13.568292) a 2000 metri: in entrambi i casi si tratta di un’escursione di difficoltà facile. Il panorama da lassù è qualcosa di incredibile, sembra di stare sulle Alpi ma in più si ha una visuale pazzesca sulle vallate teramane e sul mare Adriatico!
Il percorso
Una volta arrivati a Montorio al Vomano, continuate sulla SS80 direzione L’Aquila e poi proseguite sulla SP43, indicazioni per Pietracamela – Prati di Tivo.
B – Pietracamela

Pietracamela è senza dubbio il borgo più suggestivo del versante teramano del Gran Sasso. L’aspetto che impressiona di più è che è totalmente arroccato a circa 1.005 metri di quota, sulle pendici del Corno Piccolo, completamente immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. È un paese piccolo, ma ha una caratteristica che lo rende particolare e diverso dagli altri tipici paesi di montagna: non sembra costruito sulla montagna, sembra quasi scolpito nella montagna, cosa ben diversa. Il suo centro storico va attraversato con calma tra vicoli stretti, scalinate, archi e abitazioni in pietra addossate le une alle altre, la maggior parte delle quali risalenti al Quattrocento e al Cinquecento. Da cercare assolutamente in paese la Casa Torre, anticamente utilizzata come struttura di avvistamento e Casa Signoretti, con due caratteristiche finestre bifore con colonnine tortili e un antico simbolo legato probabilmente all’attività dei cardatori della lana. Insomma Pietracamela è un borgo che racconta molto del Gran Sasso e soprattutto delle popolazioni che nei secoli lo hanno abitato.
Il percorso
Scendendo da Prati di Tivo, riprendete la SP43 e dopo circa 5 km, troverete il bivio per Pietracamela sulla sinistra.
C – Castelli
Adagiato sotto il Monte Camicia, che incombe con un salto di quasi 1000 metri, Castelli è un piccolo borgo di montagna la cui identità è legata alla tradizione della ceramica dipinta: un’arte nata dalla sapiente lavorazione dell’argilla dei calanchi circostanti e ancora oggi vivissima nelle numerose botteghe e laboratori artigianali disseminati lungo le vie del paese. Passeggiando per il graziosissimo centro storico, che si sviluppa lungo una stretta via fino a una splendida balconata sulla valle, si incontrano maioliche ovunque. Assolutamente da non perdere la Chiesa di San Donato, soprannominata la ‘Cappella Sistina della maiolica’ per il suo soffitto coperto da 800 mattonelle in maiolica del Seicento, raffiguranti animali, stemmi e simboli astronomici.
Il percorso
Da Pietracamela riprendete la SP43 e poi la SS80 direzione Montorio al Vomano. Da qui prendete la SS150 e poi seguite le indicazioni per Castelli.
GIORNO 2
D – Castel del Monte



Eccoci arrivati sulle pendici meridionali del Gran Sasso dove è incastonato Castel del Monte, caratteristico borgo che si affaccia sulla Valle del Tirino. È un paese molto particolare: più che un semplice borgo di montagna, è una piccola città fortificata di pietra a più di 1300 metri, costruita su un pendio e modellata nei secoli intorno alle esigenze della pastorizia e della difesa. La parte più interessante è il centro storico, caratterizzato da vicoli stretti, scalinate, archi e case-torri. Le abitazioni sono costruite una accanto all’altra e spesso sono collegate dagli “sporti”, passaggi coperti che sembrano piccole gallerie scavate nel cuore del paese. Questa architettura non è casuale: la conformazione compatta aveva anche una funzione difensiva e permetteva di sfruttare al massimo il terreno ripido. I vicoli del borgo nascondono tesori come il Palazzo del Governatore, la Chiesa della Madonna del Suffragio e il Museo Civico Etnografico, un museo diffuso composto da cinque abitazioni che celebra la vita e le tradizioni agricole, pastorali e popolari di un tempo. Se c’è infatti una parola che descrive al meglio Castel del Monte, questa è pastorizia. Per secoli l’economia del paese è stata profondamente legata all’allevamento ovino e alla transumanza. Il borgo era strettamente collegato ai grandi pascoli di Campo Imperatore, dove le greggi venivano condotte durante la stagione favorevole. Per questo Castel del Monte viene spesso definito “la capitale dei pastori”: la cultura pastorale è ancora molto presente nell’identità del paese e nelle sue tradizioni gastronomiche. Vi consigliamo inoltre di raggiungere uno spot dal quale si gode di una vista spettacolare sulle montagne e sulle valli verso Rocca Calascio ovvero quello dalla piazza davanti alla chiesa della Madonna del Suffragio. Castel del Monte merita almeno un paio d’ore a piedi, senza fretta: il bello non è soltanto arrivare a un monumento, ma perdersi tra gli archi, le scalinate e le case in pietra.
Il percorso
L’itinerario per arrivare a Castel del Monte da Castelli è lungo e tortuoso, ma la bellezza dei panorami che si aprono e l’impressionante verticalità del Monte Camicia vi terranno compagnia. Innanzitutto seguite le indicazioni per Rigopiano sulla SP37 e da qui proseguite sulla SP8. Vi ritroverete sulla SS17bis indicazioni per Castel del Monte.
E – Rocca Calascio



Calascio è un piccolo e grazioso borgo come molti altri dell’Appennino abruzzese ma la sua particolarità e il suo fascino sono in gran parte rappresentati dalla sua Rocca, una delle fortificazioni più suggestive d’Italia e d’Europa. Rocca Calascio è infatti davvero un luogo magico, da togliere il fiato, che sembra sospeso tra i monti e il cielo: la fortezza si trova a circa 1.460 metri di altitudine, su uno sperone roccioso che domina l’altopiano e offre una vista straordinaria sulle montagne circostanti a 360 gradi con il Gran Sasso a guardarle le spalle! Il forte, oggi in gran parte allo stato di rudere ma comunque visitabile all’interno, è raggiungibile a piedi dal borgo ma il cammino è lungo e ovviamente tutto in salita (poco più di 3 km) oppure in auto anche se la strada è piuttosto stretta; in estate è sicuramente più saggio parcheggiare alle porte del paese e prendere la navetta per la Rocca (5€ A/R) oppure salire in auto dalle 19:00 quando la strada viene riaperta. Una volta scesi dalla navetta o parcheggiata l’auto non sarete ancora davanti al forte: dovrete camminare per circa 10–15 minuti, su terreno montano, attraversando il piccolo borgo vecchio di Rocca Calascio. Quindi scarpe da trekking o comunque scarpe con buona suola. Il nostro consiglio è quello di salire al tramonto quando la luce soffusa colora la roccia calcarea della fortezza e rende la vista sull’intero paesaggio ancor più nitida e magica. Se riuscite, trattenetevi qualche ora in più per godervi uno dei cieli stellati più belli della vostra vita o, ancora meglio, con lo stesso scopo, organizzate un’escursione in notturna, muniti di torce e dell’attrezzatura adeguata.
Il percorso
Appena 8 km separano Castel del Monte da Calascio, percorribili lungo la panoramica SP7.
F – Santo Stefano di Sessanio



Giustamente riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, Santo Stefano di Sessanio, è il borgo medievale per eccellenza, particolarmente suggestivo perché ha conservato un impianto urbano medievale molto compatto. Infatti le case in pietra, gli archi, le scalinate, i passaggi coperti e i vicoli stretti formano un piccolo labirinto che si sviluppa attorno all’antica torre. Tra le strette viuzze è d’obbligo perdersi a piedi e capire pian piano come la particolare struttura del borgo sia legata alla sua origine fortificata: le abitazioni stesse contribuivano alla difesa, disponendosi attorno alla torre e lungo il perimetro delle antiche mura. Il borgo fece la sua fortuna grazie alla pastorizia e alla transumanza ma soprattutto grazie alla produzione e al commercio della lana “carfagna”, una lana scura e resistente che veniva lavorata in Toscana e commercializzata anche in Europa dai Medici di Firenze (da cui la torre del borgo prende il nome). Anche dai vicoli di Santo Stefano si aprono scorci pazzeschi che spaziano da colline e prati coltivati alle cime del Gran Sasso. Di sera il borgo diventa ancor più incantevole e affascinante.
Il percorso
Altri 5 km sulla SP7 da Calascio a Santo Stefano di Sessanio.
GIORNO 3
G – Campo Imperatore

Il terzo giorno è tutto da dedicare alla scoperta di Campo Imperatore. Questo altopiano, che va da 1600 a 2200 metri di quota, è spesso paragonato al Tibet e alla Patagonia, ma è affascinante soprattutto perché assomiglia a se stesso: incastonato tra le vette del massiccio del Gran Sasso, è lungo circa venti chilometri e largo otto e trasmette una sensazione di immensità sconcertante e spiazzante; una steppa d’altura quindi sospesa nel cuore dell’Appennino centrale, paesaggisticamente più simile alla Mongolia o all’Anatolia che all’idea convenzionale d’Italia.

Qui tradizionalmente i pastori transumanti portavano le greggi di pecore durante i mesi estivi, prima di ripartire lungo il tratturo verso il Tavoliere delle Puglie. Oggi, oltre alle mucche e alle pecore al pascolo, non è raro incontrare cavalli allo stato brado, camosci, caprioli e cervi in uno spazio di wilderness che spesso è stato utilizzato come scenografia negli spaghetti-western (Lo chiamavano Trinità e Continuavano a chiamarlo Trinità) e in tanti altri film come “Il nome della Rosa” e “Il deserto dei Tartari”. Percorrendo la lingua d’asfalto che attraversa l’altopiano vi imbatterete nella Macelleria Giuliani e nel Ristoro Mucciante, dove una tappa è d’obbligo: mettetevi in coda, acquistate gli immancabili arrosticini e la carne che più vi ispira e poi uscite a cucinarveli sulle braci sempre accese fuori dai locali. Una volta soddisfatto l’appetito, proseguite fino alla stazione di arrivo della funivia che sale da Fonte Cerreto, dove sorgono l’Albergo Campo Imperatore, famoso per aver ospitato la prigionia di Mussolini nel 1943, e l’Osservatorio astronomico d’Abruzzo. I sentieri che percorrono questa zona sono tantissimi e bellissimi, in base al vostro allenamento e al tempo che avete a disposizione potete organizzare diverse escursioni, a piedi o in mountain bike: una delle più facili e gettonate è quella al Rifugio Duca degli Abruzzi, punto panoramico che domina la piana di Campo Imperatore rivelando tutta la sua infinita bellezza oppure potreste scegliere un semplice trekking ad anello sul pianoro partendo dal Laghetto Pietranzoni.

Tuttavia l’itinerario che maggiormente ci sentiamo di consigliarvi è quello che passa per Vado di Corno a 1924 metri, un antico valico tra il versante aquilano e quello teramano: parcheggiate l’auto qualche centinaia di metri dopo il laghetto Pietranzoni lungo una strada sterrata e da qui iniziate una salita progressiva e non troppo sostenuta fino ad arrivare a Vado di Corno e ancora più su fino alla cresta del Monte Aquila, superando i 2000 metri di altitudine. Il panorama da qui sul Corno Grande diventa sempre più spettacolare e da togliere il fiato con una vista pazzesca che si apre sia verso Campo Imperatore sia verso il versante teramano, spaziando su tutta la costa adriatica. Si tratta di un sentiero escursionistico facile di 2 km ma che richiede comunque una buona condizione fisica, mentre per proseguire sul Monte Aquila la salita diventa più impegnativa con un dislivello che supera i 700 metri. Ad ogni modo, queste sono le coordinate geografiche da dove parte il sentiero per Vado di Corno da Campo Imperatore: 42.442814, 13.586064.
Il percorso
Partendo da Santo Stefano di Sessanio, arriverete sull’altopiano da sud, attraversando paesaggi “tibetani” tra pianori erbosi e mandrie di cavalli al pascolo libero, fino a raggiungere la SS17bis che taglia in due Campo Imperatore. I tornanti sono tanti ma la bellezza selvaggia di questa strada non ha eguali.
Dove mangiare
- TRATTORIA IL PORCELLINO

Una trattoria moderna degna di particolare interesse e che merita una sosta sul lato teramano del Gran Sasso: Il Porcellino è gestito dallo chef abruzzese Simone Saraceni, la cui proposta parte dalla tradizione ma viene interpretata con tecnica e materie prime eccezionali. La parte più interessante del menu è l’antipasto misto con una mezza dozzina di assaggi dal prosciutto di agnello all’iconico rocher di pecora alla callara. Anche la cantina è particolarmente curata, con una forte attenzione ai piccoli produttori francesi e italiani. Squisiti i primi tradizionali con tartufo o ragù di papera e sublime il bocconotto montoriese a fine pasto. Una trattoria moderna che eleva la cucina tradizionale abruzzese attraverso la tecnica.
Contrada Venaquila, 4, 64046 Cusciano TE
- RIFUGIO MONTECRISTO

Il Rifugio Montecristo è la scelta giusta per il binomio location + cucina abruzzese. Qui si è immersi nel paesaggio del Gran Sasso, con un ambiente da vero rifugio e possibilità di mangiare all’aperto con un bel panorama. Arrosticini, pallotte cacio e ova, arrosto di carne e il pecorino alla piastra sono i loro piatti migliori ma anche i primi sono molto notevoli. E’ un luogo dove la fretta non esiste: è un rifugio di montagna, dove godersi il panorama e il silenzio con un arrosticino in una mano e un calice di Montepulciano d’Abruzzo nell’altra.
loc. Montecristo, 67100 Assergi AQ
Dove dormire
Vi suggeriamo di scegliere almeno due alloggi per questo viaggio on the road al fine di dividere equamente i chilometri e stancarvi di meno alla guida: il nostro consiglio è quello di pernottare una notte tra Castelli e Isola del Gran Sasso e un’altra lungo il versante sud del Gran Sasso tra Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio.
Parcheggi
- Prati di Tivo: il parcheggio gratuito lungo il Sentiero per Arapietra offre numerosi posti a bordo strada;
- Pietracamela: parcheggio in in Via Ponte Arno, nei pressi della Chiesa di San Leucio, oppure lungo Via XXIV Maggio;
- Castelli: punto di sosta gratuito, alberato, a circa 400 m dal centro abitato, sulla SP37;
- Castel del Monte: due parcheggi entrambi gratuiti: su Largo Umberto I oppure in Via Maurizio Sulli;
- Rocca Calascio: il parcheggio più comodo vicino alla Rocca è quello di Via della Torre oppure parcheggiate l’auto lungo la strada che sale alla fortezza; se invece preferite prendere la navetta per raggiungere la Rocca, lasciate l’auto nei pressi di Piazza della Repubblica.
- Santo Stefano di Sessanio: parcheggio gratuito in Via 6 Aprile 2009;
- Campo Imperatore: parcheggio nei pressi del Laghetto Pietranzoni e quello lungo il sentiero sterrato da cui parte il trekking per Vado di Corno (42.442814, 13.5860649).

